
FABRIZIO ANGELINI: MI PIACE COMUNICARE EMOZIONI
CON IL MUSICAL
La nostra Morena ha incontrato Fabrizio
Angelini, coreografo, regista ed attore, attualmente al
Teatro della Luna di Milano per "The Producers" dove,
oltre ad aver curato le coreografie, sta ottenendo un grande
successo personale nel ruolo di Carmen Ghia.
Domanda. Ciao Fabrizio, come hai
reagito quando hai saputo che, in "The Producers", oltre a
curare le coreografie avresti avuto anche un ruolo importante?
Risposta. Ne sono stato molto contento specialmente per il fatto
che avrei continuato a calcare le tavole del palcoscenico come
attore. Infatti, per un certo periodo di tempo, mi sono dedicato
al dietro le quinte come coreografo o regista di diversi
spettacoli tra i quali: "Joseph e la strabiliante tunica dei
sogni in technicolor", "Boccadoro The Traveller", "Francesco il
musical" fino all'ultima creazione "Nunsense - Le Amiche di
Maria". Poi nella scorsa stagione teatrale sono ritornato sul
palco come attore interpretando il ruolo di Roscoe Dexter in
"Cantando sotto la pioggia".
D. Quindi hai accettato senza nessuna indecisione?
R. L'unica indecisione che avevo era per il ruolo che dovevo
interpretare. Quando, però, sono cominciate le prove tutti i
dubbi che potevo avere sono crollati ed ho iniziato a
divertirmi.
D.
Chi è Carmen Ghia, il personaggio che interpreti in "The
Producers"?
R. Carmen Ghia è l'assistente e compagno del regista Roger De
Bris (interpretato da Gianfranco Phino, ndr). Lo si può vedere
come il "tuttofare" di Roger perché è colui che lo consiglia e
gli prepara,ad esempio, costume e parrucca per un ballo
mascherato, e ne è anche molto geloso.
D. Come hai creato questo personaggio? Ti sei ispirato al
film oppure, se lo hai visto, allo spettacolo?
R. Carmen è un personaggio molto particolare e per dargli vita
ho seguito le indicazioni datemi da Saverio Marconi
aggiungendovi poi dei dettagli rubati alla quotidianità. Lo
spettacolo "The Producers" l'ho visto a teatro a New York nel
2001 e pensa che, mi feci una lunghissima fila per avere un
biglietto. Iniziai a fare la fila alle 7.00 del mattino per
riuscire ad avere il biglietto per un posto in piedi alle 18.00.
D. Che costanza! Mi viene da chiederti come trascorresti
tutte quelle ore?
R. Mi divertì osservare la vita newyorkese in una giornata
qualunque.
D. Sei tornato a rivederlo?
R. Sì! A novembre l'ho visto a Londra dove, forse per le
diverse dimensioni del teatro,erano state apportate delle modifiche e, a
mio avviso, l ho trovato un po' troppo esagerati e sopra le
righe i personaggi di Ulla e Carmen.
D.
Che cosa ti piace di Carmen Ghia?
R. Dunque, fammi pensare. Il costume nero perché snellisce e la
pettinatura perché mi ringiovanisce!
D. Veramente a mio avviso non hai di questi problemi!
R. Grazie. A parte gli scherzi di Carmen mi piace il suo
carattere un po' folle, sopra le righe, ma mai volgare.
D. Veniamo alle coreografie. Come hai costruito i diversi
momenti coreografici?
R. Sono partito dalle coreografie dello spettacolo create da
Susan Stroman per poi aggiungervi qualcosa di mio. Ne approfitto per complimentarmi col
corpo di ballo perché tutti i ragazzi sono molto bravi e in
gamba.
D.Ora mi piacerebbe parlare di "Nunsense - Le Amiche di Maria"
dove tu sei regista e coreografo insieme a Gianfranco Vergoni.
Com'è nato questo spettacolo che ricomincerà il 23 febbraio da
Todi per poi spostarsi in diverse città d'Italia?
R. La mia carriera di regista è iniziata con "Rent"
prodotto da Nicoletta Mantovani ed è poi proseguita con la Compagnia della
Rancia col musical "Bulli e Pupe" e, successivamente, parlando
con Saverio Marconi gli dissi che mi sarebbe piaciuto occuparmi
della regia di un altro spettacolo. Saverio mi propose "Nunsense"
e tu pensa che io lo avevo già visto nel 1992 a New York. Così
ho trovato il testo dello spettacolo in un negozio di Londra e
successivamente il CD con le canzoni originali e il video dello
spettacolo. In seguito io e Granfranco Vergoni abbiamo iniziato
il lavoro di adattamento dei testi e delle canzoni in italiano,
Nell'adattamento lo spettacolo è ambientato in Italia ai giorni
nostri e difatti, quando lo spettacolo inizia, le suore salgono
sul palco dalla platea dicendo:"Benvenuti nel teatro di..." ed
indicano la città in cui sono in quel momento.
D.
Quindi se ho capito bene le suore interagiscono col pubblico in
sala?
R. Interagiscono moltissimo col pubblico anche prima che lo
spettacolo inizi. Infatti può capitare che una suora ti
accompagni al tuo posto come farebbe una maschera o che ti
strappi il biglietto all'ingresso del teatro. Credimi si ride
molto nel vedere queste suore che si scatenano sul palco
ballando e cantando accompagnate da una band formata da 4
confratelli per raccogliere soldi a scopo benefico.
D. Beneficenza per che cosa?
R. Per riuscire a dare una degna sepoltura alle ultime quattro
suore delle 52 avvelenate.
D. Aspetta...Vediamo se ho capito. 52 suore avvelenate di cui
48 sono state seppellite, giusto?
R. Esatto. Purtroppo la Reverenda Madre ha sbagliato a fare i
conti e sono riusciti a fare il funerale solo a 48 suore.
D. Scusami ma come sono morte 52 suore in un colpo solo?
R. Semplice! A causa di Suor Giulia delle Piccole Sorelle del
Certosino Zelo che ha tutte le vocazioni fuorché quella per la
cucina e che, in un malaugurato giorno, preparò una zuppa con
degli ingredienti avariati e le suore morirono per botulismo.
D. Nessuno è perfetto! Curiosità chiama curiosità. Dove si
troverebbero le quattro suore in attesa di una degna sepoltura?
R. Nella cella frigorifera del Convento.
D.
Non fa una grinza. Passiamo oltre. Attualmente la tua vita
artistica scorre su due binari quello del regista/coreografo e
quello dell'attore. Quali dei due binari vuoi far proseguire?
R. Vedi, dal 1998 mi sono dedicato alla regia ed alla
coreografia ma il palco mi è mancato molto. Se potessi fare
entrambe le cose ne sarei felice come lo sto facendo in questo
spettacolo. Anzi ti dirò di più. A Roma ho seguito un corso di
recitazione tenuto da Francesca De Sapio sul metodo
Stanislavskij-Stasberg e mi ha fatto capire molte cose,
soprattutto quali sono i pregi ed i difetti di un attore.
D. Quali sono i pregi ed i difetti dell'attore?
R. Secondo me un pregio per un attore è voler dare e comunicare emozioni. Uno dei difetti è spesso la mancanza di naturalezza nella recitazione.
L'intervista si conclude qui perché Fabrizio deve andare a
prepararsi per lo spettacolo. Lo ringrazio per la gentilezza e
simpatia. Ringrazio anche Gianfranco Vergoni per avermi
messo in contatto con Fabrizio Angelini.

Morena Pompignoli
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