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Torna il mitico "Hair"
aria di anni Settanta |
"Internet è la comunità virtuale dei nuovi hippies" con questo
pensiero James Rado ha presentato a Roma il nuovo "Hair", di cui è coautore del
testo assieme a Jerome Ragni, in cartellone al Teatro Olimpico dal 20 al 29 ottobre.
""Hair" è un musical che si evolve col tempo, una specie di termometro
culturale. Non c’è mai stata una rappresentazione uguale all’altra".
Eppure Rado dà l’idea di essere rimasto agli anni Settanta, quando diede vita al
musical in un teatro offBroadway. Rado è Claude, il protagonista, e Rado è rimasto
Claude, giovane figlio degli Usa indeciso tra l’integrazione sociale e la ribellione,
combattuto tra la chiamata alle armi in Vietnam e gli ideali pacifisti della comunità
hippy. Eppure il Sessantotto è lontano, i linguaggi sono cambiati e forse non farà più
scalpore la famosa scena, alla fine del primo atto con il cast al completo e senza
vestiti. Eppure certi ideali del movimento nato in California sono quanto mai attuali,
secondo Rado che parla di "energia positiva nell’era dell’acquario".
«Let the sunshine in» è forse il più potente ed evocativo brano della colonna sonora.
«Let the sunshine in» possiede la grande forza dell’armonia, e mette insieme
un ritmo cadenzato e una melodia dal fascino effettivamente luminoso. E l’intero
lavoro scritto da Gerome Ragni e James Rado, con le musiche di Galt MacDermont, viaggia su
questo clima tra la ricerca di una pace sia interiore che nel mondo e il dirompente sbarco
dei nuovi costumi: nudo, libero amore e capelli lunghi.
«Hair» è stato anche la prima opera di massa a parlare dell’«età
dell’Acquario», l’era astrologica della pace, dell’amore e dell’uso
positivo di studi scientifici e sociologici.
E anche questo aspetto del musical è scandito da un’altra eccezionale canzone,
appunto «The age of Aquarius», un grandissimo inno dalle radici spiritualgospel che in
soli cinque minuti attraversa tutta la storia della musica nera, dal jazz al soul e al
funk. Tra le marce in più di questo allestimento in scena in Italia, c’è la regia
di uno dei due autori, James Rado, una precisa garanzia di fedeltà al progetto originale.
Nel cast dei protagonisti, spiccano i nomi di Irene Caguini (Crissy) e Edwin Califano
(Hubert).
Per
conoscere la tournée italiana visita la pagina dedicata alla programmazione
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